L’Associazione Amici dei Bambini Cardiopatici è nata a Torino con atto del 29 novembre 1991 presso il notaio Carlo Alberto Migliardi. Sarebbe più giusto dire che questa associazione è rinata: infatti era sorta parecchi anni fa ed era poi stata un pochino dimenticata. Oggi la sensibilità di alcune persone, particolarmente attente ai tanti problemi che investono i piccoli malati di cuore e le loro famiglie, ha fatto si che l’Associazione venisse riattivata.
Genitori che sono passati attraverso la difficile esperienza di avere un figlio cardiopatico, insieme a persone che, senza avere direttamente provato questa difficoltà, sono state vicine ai bimbi ricoverati, hanno capito di quanto aiuto e di quanta solidarietà abbia bisogno chi affronta queste situazioni.
L’associazione svolge la sua attività attraverso l’azione gratuita dei propri aderenti, senza scopo di lucro.

I Soci

I Soci dell’ A.A.B.C. si dividono in tre categorie:
Ordinari (genitori di bambini cardiopatici);
Sostenitori (parenti e coloro che versano la quota contributiva e/o collaborano all’attività dell’ente);
Onorari
(personalità che contribuiscono con apporti qualificati alle finilità dell’Associazione).
L’adesione all’A.A.B.C. comporta il pagamento di una quota associativa minima di € 30 annue.

Organi dell’Associazione

Sono organi dell’A.A.B.C. l’Assemblea dei Soci che approva il bilancio e nomina i membri del Consiglio Direttivo. Il Consiglio Direttivo che rimane in carica per tre anni e al quale compete l’amministrazione dell’Associazione. Il Presidente che rimane in carica tre anni ed ha la rappresentazione legale ed amministrativa dell’Associazione e convoca e presiede tutti i suoi organi.
In caso di sua assenza od impedimento sono conferiti al vice Presidente gli stessi diritti.

Attività assistenziale

E’ svolta da un gruppo di volontarie. I loro principali interventi riguardano:

1) Informazione rivolta ai genitori dei bambini ammalati per favorire i contatti con i Servizio Socio Assistenziali.

2) Segnalazione ai Servizi assistenziali pubblici dei casi che tali servizi possono affrontare.

3) Stanziamento di fondi a favore dei genitori in difficoltà a causa della malattia del bambino soprattutto per prestazioni infermieristiche e spese di trasferta, quando vi sia ritardo o assenza di intervento delle istituzioni pubbliche, o anche per mancata retribuzione del genitore che deve assistere il bambino.

4) Attività ricreative per i bimbi degenti.

5) Sostituzione dei genitori presso i bambini degenti quando essi siano costretti ad assentarsi.

6) Aiuto finanziario per il trasporto (in Torino) di bambini e familiari da casa all’Ospedale e viceversa.

7) Disponibilità di piccoli alloggi per le famiglie di bambini ricoverati residenti lontano da Torino.

Rapporti con l’Ospedale e le Istituzioni

Contatto costante con il personale medico ed infermieristico di Cardiologia e Cardiochirurgia per discutere i problemi e le esigenze manifestate dai genitori e trovare soluzioni nuove, atte a migliorare l’assistenza e la cura dei bambini.
Pressioni sui poteri pubblici (Asl, Regione, Comune, Parlamento) per ottenere nuovi interventi ospedalieri (attrezzature, modifiche nei reparti ecc.) ed extraospedalieri.
Donazioni, al dipartimento, di apparecchiature di ultima generazione che permettono diagnosi sempre più precise.